Come tarare la moto per il peso del passeggero

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Come tarare la moto per il peso del passeggero

Molti pensano al passeggero come a un peso in più da compensare genericamente, un po' di precarico ovunque e via. Non è così che funziona: il carico di un passeggero si scarica soprattutto sul retrotreno, e va corretto lì prima che altrove.

Come tarare la moto per il peso del passeggero

Dove va davvero il peso

Il passeggero siede dietro il baricentro della moto, quindi il suo peso grava molto di più sulla sospensione posteriore che su quella anteriore - l'anteriore ne risente, ma in proporzione molto minore. Regolare precarico e SAG in modo uguale su entrambe le sospensioni, come se il carico fosse distribuito a metà, è l'errore più comune in chi lo fa a intuito invece che con un calcolo.

Cosa cambia in pratica

Con un passeggero a bordo, il posteriore affonda di più: se non correggi il precarico, il SAG posteriore finisce ben oltre il target, la moto si abbassa dietro, e la geometria cambia in un modo che si sente soprattutto in accelerazione e sulle sconnessioni - il mono che era tarato bene da solo comincia a "toccare" più spesso a fine corsa.

Il precarico non basta sempre

Fino a un certo punto, aumentare il precarico riporta il SAG al target anche con il passeggero a bordo - ed è esattamente quello che deve fare, per definizione: il precarico esiste per adattare la molla al carico, non per cambiarne la rigidità. Ma il precarico ha un limite fisico, la sua corsa di regolazione: se il passeggero e il bagagliaio insieme spingono il carico oltre quel limite, aumentare ancora il precarico non serve più a nulla, perché la ghiera è già a fondo corsa. A quel punto il problema non si risolve girando di più, ma con una molla più dura - un altro segnale, insieme a quelli visti nell'articolo sulla costante K, che indica quando è il momento di cambiarla davvero.

Un'abitudine utile

Se porti passeggero solo occasionalmente, vale la pena annotare da qualche parte i due punti di precarico - solo e in due - una volta trovati. Tornare al valore giusto in due minuti prima di partire è molto meglio che regolare a intuito ogni volta, o peggio, non regolare affatto e portarsi dietro un assetto pensato per un carico diverso da quello che hai davvero quel giorno.

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