Come si misura il SAG (e perché quasi tutti lo sbagliano)

Per anni ho pensato che la mia moto fosse così. Un po' secca sullo sconnesso, un po' molle in frenata, niente di drammatico: la moto è questa, mi dicevo, e uno ci si abitua.

Poi un tizio in un'area di sosta sul Passo Rolle mi ha chiesto quanto avevo di SAG. Ho risposto che non lo sapevo. Lui ha tirato fuori un metro da tasca, mi ha fatto salire in sella e in tre minuti mi ha detto che il posteriore stava lavorando trentacinque millimetri più basso di dove avrebbe dovuto.
Non era la moto. Ero io che non l'avevo mai misurata.
Facciamola breve: cos'è il SAG
Quando appoggi la moto a terra, la sospensione si comprime sotto il peso. Quando ci sali sopra tu, si comprime ancora. Quei millimetri di cedimento sono il SAG.
Sembra una banalità e invece è la cosa più importante di tutta la taratura, perché la sospensione deve poter lavorare in due direzioni. Deve affondare quando prendi un dosso, certo. Ma deve anche poter scendere quando la strada si abbassa, altrimenti la ruota resta appesa e la gomma perde contatto proprio nel momento in cui ti serve.
Se stai troppo alto non hai margine sotto. Se stai troppo basso non hai margine sopra. Il SAG è il compromesso, e va misurato.
Se ne misurano due, e rispondono a due domande diverse:
- il SAG statico è quanto si abbassa la moto da sola. Ti dice se la molla è giusta per quella moto.
- il SAG dinamico è quanto si abbassa con te sopra, vestito come quando guidi. Ti dice se la molla è giusta per te. È quello che conta.
Cosa serve
Poco, e niente di specialistico.
Un metro a nastro rigido, di quelli da carpentiere che stanno dritti da soli. Il metro morbido da sarta si incurva e ti frega di due o tre millimetri, che su una misura da trenta sono il dieci per cento.
Una fascetta da elettricista. Costa niente e più avanti diventa lo strumento diagnostico più utile che hai.
Un amico. Meglio due. Su questo non si scappa: le misure con il pilota in sella da solo non si fanno, e ci arrivo tra un attimo al perché.
Il cavalletto centrale o un alza-moto, per la prima misura a ruota sollevata.
E poi nastro di carta e una penna, che è la parte che tutti saltano ed è quella che decide se il lavoro che stai per fare vale qualcosa.
Prima di iniziare, due parole serie
Superficie piana, moto fredda, moto in sicurezza. Non toccare mai l'impianto frenante o roba strutturale, e se un registro non gira fermati: forzare vuol dire rovinarlo e a quel punto il problema costa dieci volte tanto. A fine lavoro ricontrolla i serraggi prima di rimetterti in strada.
Le tre misure
Tutto quanto si riduce a misurare la stessa distanza tre volte, in tre condizioni.

L1 con la ruota per aria e la sospensione tutta estesa. L2 con la moto a terra, da sola. L3 con te in sella.
Da qui escono i due numeri: SAG statico è L1 meno L2, SAG dinamico è L1 meno L3. Fine della matematica.
Segna i punti. Sul serio, segnali.
Ti serve un punto fisso e un punto che si muove.
Dietro: un punto sul telaietto, in verticale sopra l'asse ruota, e l'asse ruota stesso. Davanti: il fondo del gambale e un punto sullo stelo.
Metti il nastro di carta e fai un segno con la penna. Poi non toccarli più fino a fine lavoro.
Questa è la parte che ho sbagliato la prima volta. Ho misurato senza segnare niente, tenendo a mente "più o meno da qui a lì", e ho ottenuto tre numeri diversi che sembravano tutti plausibili. Il bello è che non te ne accorgi: i numeri escono, sono verosimili, li scrivi. Solo che stai confrontando misure prese da posti diversi, quindi non stai confrontando niente.
SAG statico
Solleva la moto finché la ruota è libera e la sospensione tutta estesa. Misura tra i due segni. Quello è L1.
Rimettila a terra, in verticale, senza nessuno sopra. Adesso spingi in giù la sospensione un paio di volte e lasciala risalire da sola. Questa molleggiata non è folklore: dentro la sospensione c'è attrito, e l'attrito tiene la moto ferma dove capita invece che dove sarebbe il suo equilibrio. Senza assestarla ti porti dietro cinque o sei millimetri di fantasia.
Misura di nuovo: L2.
Fallo tre volte e fai la media. Ti verranno tre numeri leggermente diversi, ed è normale: è di nuovo l'attrito. Se ne prendi uno solo, stai pescando a caso dentro l'intervallo.
Statico alto vuol dire molla morbida per quella moto. Statico basso, molla dura. Se sei molto fuori, il precarico è un cerotto: il problema sta nella molla, non nella regolazione.
SAG dinamico
Qui si fa sul serio, ed è la misura su cui poi costruisci tutto il resto.
Vestiti come guidi. Casco, giacca, stivali, e lo zaino se lo porti sempre. Il peso che conta è quello che avrai davvero addosso, non quello che leggi sulla bilancia la mattina in mutande. Fra un pilota nudo e lo stesso pilota vestito da moto ci ballano facilmente otto o dieci chili.
E se viaggi spesso con passeggero o valigie, misura anche in quella configurazione. Non è la stessa moto con qualcosa in più: è un altro assetto, e va tarato a parte.
Sali in posizione di guida. Piedi sulle pedane, mani sul manubrio, il peso distribuito come quando sei in movimento. Non seduto scomposto con un piede a terra.
Ed ecco perché serve l'amico: se tieni tu la moto con i piedi per terra, una parte del tuo peso finisce sull'asfalto invece che sulle sospensioni. Il numero che ottieni non descrive nessuna situazione reale, né la moto ferma né la moto in marcia. È solo un numero.
Molleggia e fermati. Una spinta leggera e lascia tornare. Poi immobili.
Misura L3. Il terzo aiutante legge tra gli stessi due segni. Tre volte, media, come prima.
I cinque modi di buttare via il pomeriggio
Sono sempre questi, e sono insidiosi perché nessuno dà un errore evidente. Danno un numero sbagliato che sembra giusto.
- Cambiare i punti di riferimento. Se non sono gli stessi, non stai misurando la stessa cosa.
- Misurare storto. Cavalletto laterale, fondo in pendenza, moto appoggiata al muro: il peso non si distribuisce come deve.
- Tenere il freno anteriore tirato. Blocca la forcella e le impedisce di assestarsi. Capita spesso senza accorgersene, per abitudine.
- Non molleggiare. L'attrito interno ti nasconde mezzo centimetro.
- Fare una misura sola. Tre e media. Sempre, per tutti e due.
Adesso hai due numeri
E da soli non significano ancora niente, perché quaranta millimetri su una supersportiva e quaranta su una maxienduro raccontano due storie completamente diverse.
Il passo dopo è capire quale SAG serve al tuo tipo di guida. Ne parlo nel prossimo articolo, Quale SAG serve a te.
Se invece i numeri ce li hai già e non hai voglia di fare i conti, ClickGarage.AI li prende, li incrocia con l'escursione della tua moto e ti dice a quanto sei rispetto al target. Il primo assetto è gratuito.
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